Probabilmente qualcuna di voi avrà già sentito parlare del metodo Flylady, magari qualcuna l’avrà anche già usato. Per quelle che invece stanno fissando il titolo chiedendosi Fly…che?? Non disperate! Ci penso io e la mia mania da iper-organizzazione a spiegarvi tutto.

Cercando di farla semplice, Flylady è un metodo per tenere la casa pulita e organizzare meglio le proprie giornate. È stato inventato da Marla Singer, una allegra signora americana che era stufa di avere casa uno schifo (Marla I feel you). Piano piano il metodo è diventato più complicato e completo e Marla ha espanso il suo business (chiamala scema).

A chi serve?

Il metodo si rivolge essenzialmente alla casalinghe o in generale alle donne che si devono occupare della casa (ebbene sì, Marla non è esattamente aggiornata sulla parità di genere *sic*). Lei dice sempre che va benissimo anche per le lavoratrici, anche per quelle su turni, ma io ci credo poco e dopo vi spiego perché. I mariti e figli sono inclusi, ma per poco.

A cosa serve?

A ripulire la casa dal disordine accumulato per anni (ma per quello, magari volete provare il famoso metodo KonMari), a trovare un posto per tutte le cose, ma soprattutto ad instaurare una routine efficace di pulizia, in modo che ci sia tutto e allo stesso tempo non faccia perdere troppo tempo.

Quali sono i principi base?

un poco ogni giorno: il caposaldo di Flylady è fare poco, non fare perfetto, ma fare tutti i giorni attraverso piccole azioni. In questo modo sembra di lavorare meno e avere comunque la casa decente.

no al perfezionismo: il perfezionismo è quella brutta bestia che ti fa svuotare completamente gli armadietti della cucina per poi trovarti tre ore dopo ancora sommersa di pentole e piatti e hai voglia o di rompere tutto o di scoppiare a piangere. Le maratone di pulizia vanno bene solo se c’è tua mamma che sta per arrivare, altrimenti sono deleterie e lo sappiamo tutte.

no alle maratone, appunto. Ti lasciano sfinita e non vuoi più pulire per i prossimi 4 mesi, quindi a che servono? Al massimo meglio un bel piano d’attacco per quando i parenti sono in arrivo.

routine da fare “col pilota automatico”: il metodo prevede l’instaurazione di tre routine diverse: quella del mattino, quella del pomeriggio-o-quando-torni-da-lavoro, e quella della sera.


– impara per “baby steps”, ovvero piccoli passi. Quando inizi con Flylady ti viene inviato un file contenente 31 babystep, cioè delle piccole azioni che ti guideranno ad instaurare le routine principali. Hai presente quella regola per cui per instaurare un’abitudine servono almeno 21 giorni? Ecco, i babystep si basano su un principio simile.

– avere tutto sotto controllo con un “control journal”, una specie di diario o agenda della casa.

pulizie fisse (quelle inserite nelle 3 routine giornaliere) anche settimanali che si ripetono sempre uguali e coprono gran parte delle faccende domestiche

– la “missione del giorno”, che arriva tramite email e consiste in una piccola pulizia extra: in questo modo si coprono le pulizie “di primavera” tipo le cose antipatiche (pulire sotto il lavello, spolverare i lampadari e così via…) spalmandole su 365 giorni.

– l’uso del timer: ogni compito va svolto per massimo 15 minuti, anche meno se si riesce, proprio per non strafare e non ricadere nel perfezionismo o nelle maratone.

Esempio concreto del metodo Flylady

Se sei più confusa di prima, diamo un’occhiata alla giornata tipo di una “flylady” per rendere il tutto più concreto:

La routine della mattina: vestirsi di tutto punto, darsi una sistemata insomma; rifare il letto; pulire velocemente il bagno; svuotare la lavastoviglie; occuparsi del bucato; controllare il calendario e il control journal.

Durante il giorno, o quando si torna dal lavoro: pensare a cosa c’è per cena, decluttering per 15 minuti (ma tu, lo sai cos’è il decluttering?), fare esercizio fisico, svolgere la missione del giorno in massimo 15 minuti.

Routine della sera: preparare i vestiti per l’indomani, controllare il calendario, sistemare la borsa e le cose di cui si ha bisogno vicino all’uscita, riordinare velocemente un punto incasinato della casa, mettere tutti i piatti nella lavastoviglie o lavarli a mano e pulire quindi il lavello, lavarsi la faccia e i denti, andare a nanna ad un’ora decente.

Ecco, come vedete si tratta di una giornata organizzata e scandita ma niente di trascendentale o impossibile da fare. È un metodo molto utile per chi è disorganizzato, si dimentica di fare le cose, non ha idea da che parte iniziare per tenere ordinata e pulita una casa. Se volete un metodo per fare solo decluttering, vi consiglio Marie Kondo (qui un bel confronto fra e me e Sara su questi due metodi). La cosa bella di FL è proprio che è un metodo semplice che ti prende per mano e ti guida a riprendere il controllo del tuo tempo e dei tuoi spazi. Una cosa su cui Marla insiste molto è proprio avere cura di sè, essere sempre presentabili anche se stiamo facendo le pulizie, bere e mangiare in modo sano, muoversi e soprattutto lasciarsi del tempo per sè, come il weekend dove non si lavora in casa, non ci sono pulizie e ci si dedica a se stessi o alla propria famiglia.

Come faccio ad iscrivermi?

Se la descrizione fatta fin qui ti ha incuriosito, puoi guardare il sito originale qui da dove ti puoi anche iscrivere per ricevere i babystep e tutte le email che ti guideranno nel percorso, oppure puoi guardare la pagina facebook del gruppo italiano, dove troverai il link per iscriverti al gruppo Google che queste fantastiche donne hanno aperto per rendere disponibile IN ITALIANO tutto il metodo Flylady. In pratica ti arriveranno tutte le email del metodo “originale” ma tradotte in italiano, quindi alla portata di tutte!

Parliamo della mia esperienza: i vantaggi

Ho iniziato a seguire FL tra il primo e il secondo anno da fuorisede. Come potete immaginare non è stato semplicissimo essere una ragazzina abituata a non fare nulla in casa, catapultata invece in una situazione dove deve cominciare a prendersi cura di tutto, dalle pulizie alla spesa alle varie commissioni! Non sapevo da che parte girarmi e come ogni bravo millenial mi sono rivolta a Santo Google (detto anche San Google da Mountain View), da lì ho scoperto FL e iniziato a metterlo in pratica.

I vantaggi sono stati molti: più organizzazione, semplificazione, routine quasi automatiche (ok… molto quasi!) e soprattutto meno perfezionismo, che mi rendo conto i miei genitori mi avevano trasmesso a palate… “o fai una cosa bene o non farla per nulla!” è un principio che può valere in tanti campi, ma se si tratta di pulire il pavimento, ecco, magari anche una passata veloce è meglio di nulla, no?
Come dicevo prima, quindi, secondo è un metodo che va molto bene per chi non sa bene da che parte girarsi: sperdute fanciulle alla prese con la prima casa da sole (presente!), coppie neoconviventi appena usciti dal nido dei genitori, donne che si ritrovano casalinghe e perdono un sacco di tempo a fare le cose senza capire bene il perchè e altri casi analoghi.

Gli aspetti negativi

Ecco, qui arriva la mia parte preferita, quella dove posso sfogare la mia parte criticona e repressa (scherzo, dai). FL è indubbiamente un bel metodo, molto organizzato e carino, ma ha anche alcuni aspetti negativi. Provo ad elencarvi i principali:

poco personalizzato. O fai così o fai così. Ovviamente puoi modificare le routine a tuo piacimento ma senza esagerare, altrimenti non stai veramente seguendo il metodo. Se fai metà routine mattutina, un terzo di quella serale e ignori le missioni e le altre cose da fare, non stai seguendo FL, stai facendo quello che facciamo noi tutti comuni mortali.

– Pur partendo dalle ottime premesse di voler liberare tempo libero per la donna che si occupa della casa, secondo me il rischio è di sovraccaricarsi di compiti inutili e piuttosto lunghi, specialmente se una lavora. Le routine di per sè sono piuttosto semplici, ma se una torna da lavoro alle 18 o ancora più tardi, mettersi a fare circa un’ora di pulizie a me pare esagerato. Un’ora di per sè è molto poco, ma magari è proprio il momento in cui si potrebbe stare un po’ con i propri figli, rilassarsi un attimo prima della cena e altre cose del genere. Arrivare a casa e buttarsi nelle pulizie non mi sembra sempre una grande idea, bisogna tenere presente anche il proprio benessere. Idem per la routine serale: sì, certo, avere il lavello che brilla e la cucina rassettata è molto bello, ma magari preferisco usare quei 15 minuti per concedermi una maschera o una doccia calda?

– anche se Marlina cara continua a dire no, io credo che sotto sotto questo metodo sia pensato e ritagliato sull’esperienza di una casalinga. Se lavorate e tanto rischiate di incorrere nel problema che ho evidenziato sopra. Vi consiglio di dare una letta al metodo e rubare solo le cose che fanno al caso vostro!

è difficile coinvolgere figli e compagni. Anche qui, secondo Marla è fattibilissimo, ma glielo dite voi al mio ragazzo che quando arriva alle 19 a casa deve pulire il ripiano in alto dei mobiletti del bagno perchè così c’è scritto nella missione giornaliera? Come minimo mi manda a quel paese, e a ragione. Un metodo così schematico è difficile da adattare alla vita di più di una persona, e si rischia secondo me di sovraccaricarsi di tutto il lavoro che invece andrebbe equamente diviso. Sarebbe meglio un metodo come il centro di comando domestico, allora, dove tutti possono vedere cosa c’è da fare. Io (noi di S&P!) credo nella parità di genere e che in casa ognuno debba fare il suo in base ai suoi tempi ed orari: sicuramente costringere il vostro partner a seguire un metodo che non ha scelto non è una grande idea e rischia di farvi perdere più tempo che altro. Se per caso il vostro lui è un convinto flyboy, allora nessun problema. Che Marla vi abbia in gloria.

– Il weekend. Questo povero bistrattato weekend. Certamente è bello fare tutte le pulizie in settimana e poi trovarsi il weekend libero, ma sinceramente io preferisco arrivare un po’ meno esaurita nei giorni lavorativi e tra il sabato e la domenica ritagliarmi quella mezz’ora/ora per sbrigare le pulizie. Dal mio punto di vista e di vita è più semplice e rilassante.

– le pulizie sono molto orientate sullo stile di vita americano, e giustamente, ma difficilmente un’italiana ci si trova bene. A me sul lungo andare le missioni davano fastidio, alcune mi sembravano proprio per zozzoni, mentre magari avevo altre cose da sistemare in casa ma teoricamente non dovevo toccarle perchè non erano nella missione del giorno.

Come potete capire, alla fine dopo circa due anni di Flylady ho avuto un rigetto in stile “le pulizie sono mie e me le gestisco io” e ho abbandonato il metodo.
Ho mantenuto alcune idee di base, tipo le routine e il fatto di dividere la casa a zone, non essere perfezionista etc.

Mi rendo conto che è difficile consigliare Flylady dopo aver fatto una lista lunga così di elementi negativi, ma davvero, per alcune categorie di persone credo sia un metodo validissimo. Dovete solo ragionare sulla vostra vita e sulla vostra organizzazione e capire se questo popò di roba da fare vi possa alleggerire la giornata oppure appesantirla.

Se avete esperienze in merito fatemelo sapere, nei commenti o sulla pagina Fb! Magari qualcuna di voi ha già provato e possiamo confrontarci! 🙂

 

Alla prossima,
Giulia

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Studentessa di Giurisprudenza, ma non è malvagia (non che le risulti, almeno).
Ama impegnarsi in qualcosa, la musica indie italiana, fingere di essere un gatto e il caramello salato.
Odia le brioche con poco ripieno, il lunedì mattina e il piumone freddo d’inverno.