Il Giappone è un paese molto civilizzato ed organizzato, con un sistema di mezzi pubblici estremamente efficente ed una popolazione gentile e accomodante. Isomma proprio come in Italia! (Ehm…!) Ad alcune cose mi sono adattata subito, come se quelle abitudini fossero state sempre mie: togliere e mettere le scarpe in continuazione, mangiare riso ad ogni pasto, usare le bacchette, mangiare pesci e gusti simili ai sottaceti a colazione… E un mare di altre. Ci sono state però alcune piccole cose, sciocchezze in realtà, che mi proiettavano all’istante nel mio status di straniera, facendomi sentire davvero spaesata! Ecco quali:

  • Le macchinette della metro. Perchè per entrare si inserisce il biglietto che va ripreso, mentre per uscire va inserito e la macchinetta se lo tiene. E io tutte le volte ci metto quell’istante per rendermi conto che non devo aspettare oltre.
  • I gigacentri commerciali nelle stazioni principali. Piani e piani di negozi, ristoranti, bar e qualsiasi altra cosa. Io nelle stazioni mi ci perdo. Punto. Senza contare che in negozi e i sottopassaggi, in Giappone, proseguono per centinaia di metri e ogni stazione principale ha come minimo quattro o cinque uscite molto distanti una dall’altra. A Kyoto ho sbagliato uscita e ci ho messo più di mezz’ora per capire da che parte dovessi andare per tornare dal lato giusto della stazione! E mi rendo conto che questa mia descrizione è assolutamente riduttiva. Dovete immaginare un labirinto di negozi, tornelli dei treni e uscite della metro. Prendete un paio dei vostri più grossi centri commerciali, mescolateli a tre stazioni principali, aggiungete quelle dei bus e infilatecene un paio della metro. Sheckerate bene e decorate quanto basta, che i Giapponesi sono esteti. Ecco, ora dovreste avere un’idea (seppur imprecisa) di cosa siano le loro stazioni!
  • I negozi e i ristoranti ai secondi e terzi (e quarti e quinti!!!) piani degli edifici. In Giappone non è insolito infilarsi in un insospettabile edificio e scoprire che all’ultimo piano ci sono i ristoranti e al terzo svariate gallerie di negozi. Piccolo tips: di solito ci sono i pannelli esplicativi e i cartelli che indicano quali negozi si trovano e dove, anche se a me costa un certo sforzo di concentrazione ricordarmi di guardarli!!!
  • Le chiavi e i chiavistelli che girano in senso inverso. Per chiudere, devi girare come per aprire e viceversa. Puntualmente io sbagliavo verso e dovevo anche rifletterci un istante su. Evviva le chiavi elettroniche!
  • La gentilezza dei Giapponesi. I Giapponesi sono gentili. Salvo rarissime eccezioni, se chiedete un’indicazione, si faranno in quattro per accompagnarvi e farvi arrivare a destinazione, piuttosto scomodando un altro Giapponese per chiedere un ulteriore consiglio, per strada o in un negozio. Ecco questa cosa per me che sono nata in Italia, la patria del “non sono di qui” anche per l’info piú banale, è stato un po’ uno shock. In senso positivo ovviamente, ma mi sembrava sempre di approfittarmi del povero “local” di turno, anche se sembravano tutti contenti e curiosi: “da dove venite?” “Cosa volete visitare?” “Vi sta piacendo il Giappone?”. Non sono abituata a fare tutta questa conversazione con degli sconosciuti!

a sinistra un pannello all’esterno di un grattacielo, a destra un particolare della stazione di Kyoto che è così grande da essere citata addirittura nella guida!

Se vuoi leggere tutta la serie sul Giappone, guarda qui:

  1. Giappone, 8 cose da sapere
  2. Cibi da manga che ho assaggiato in Giappone
  3. Cose a cui non mi sono abituata in Giappone!
  4. Cose che NON troverete in Giappone!
  5. Lo stile delle ragazze Giapponesi
  6. Le Onsen Giapponesi
  7. Cose carine e utili  che troverete in Giappone

 

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Scrittrice famosa (per ora solo nella sua testa…)
Ama: scrivere, salire a piedi nudi sul tatami, i vecchi videogiochi, il cioccolato e quando il d20 rotola finalmente sul venti.
Odia: il suo lavoro, le giornate con meno di nove ore di sonno, sentirsi ripetere le cose due volte e pesarsi.