In Giappone ci sono un sacco di cose! Moltissime a cui una persona…normale, Europea non penserebbe neanche e non ne sentirebbe l’esigenza. Allo stesso tempo per me Europea abituata a certe cose… Argh! Ma quali sono le cose che non ho trovato in Giappone?

  1. Acqua. Lo so, fa ridere, ma in Giappone l’acqua del rubinetto é potabile, ma non particolarmente buona, perlomeno in molte zone. E’ perfetta per fare il the, ma se volete berla così com’è… Mh. E nei kombini* troverete le bottigliette ad un prezzo da Bar. Ad ogni modo, quasi ogni locale dove pranzerete vi omaggerá con acqua o the gratuiti, di cui vi converrá approfittare.
  2. Caffè.  Nel senso di “espresso”. Se siete persone a rischio astinenza da caffeina come mio marito, quindi, vi dovrete adattare a beveroni più o meno allungati in stile americano. Starbucks comunque é onnipresente e potrete mimetizzare il sapore con tutti gli optional disponibili.
  3. Panchine. Ma io boh. Ne troverete ben poche, perlopiù nei parchi o nei punti panoramici, ma raramente nei viali e ancora più raramente nelle stazioni. Se dovrete prendere spesso il treno, preparatevi a lunghe attese con scarpe comode.
  4. Cioccolato, e, più in generale, dolci buoni confezionati. nel senso occidentale del termine. Non che non esistano, ma per quanto io ami il cibo Giapponese, dal punto di vista della pasticceria i dolci europei sono decisamente superiori, perlomeno quelli che troverete nei normali store. Troverete molti dolcetti “strani”, sicuramente divertenti ma non tutti appetibili dal punto di vista di un occidentale.
  5. Cestini della spazzatura. I Giapponesi prendono molto sul serio la raccolta differenziata, e ciascuno è caldamente invitato a riportarsi la spazzatura a casa sua, in modo da smaltirla adeguatamente. Inoltre a causa di un attentato di qualche anno fa, per motivi di sicurezza non troverete cestini per la strada. Fantastico, ma se siete turisti e volete mangiare anche solo una merendina in giro, potreste dovervi portare dietro la cartaccia fino a sera. I posti migliori dove cercarli sono le stazioni (sui treni e sui binari) e i kombini*, oppure provate a chiedere a chi vi ha venduto il cibo. A volte vi ritirano l’incarto direttamente.
  6. Latticini. Pochi e molto selezionati, i Giapponesi non sono molto amici dei latticini. Non troverete certo la varietá di yogurt e formaggi a cui siamo abituati in Italia, anche se sopperiranno con molti piatti appetitosi!
  7. Lo scopino del water!!! Lo so, scusate. Lo sapevo che non si usava in Giappone ma cavoli, mi è mancato. La forma del water è leggermente diversa e bisognerebbe stendere prima di fare cose “impegnative” un velo di carta igienica in modo da non sporcare ma non sempre va tutto liscio come dovrebbe. I Giapponesi come fanno?
  8. La carta per asciugarsi le mani nei bagni. Infatti tutte le donne Giapponesi si portano un piccolo asciugamano in borsa. Io, da brava Italiana, le sventolavo un po’ e me le tenevo bagnate. Tanto faccio cosí anche in Italia!

 

Io non mi aspettavo alcune di queste mancanze e sono rimasta un po’ spiazzata! Voi lo sapevate? Chi di voi è stata in Giappone o in posti che vi hanno fatto un effetto simile?

Se vuoi leggere tutta la serie sul Giappone, guarda qui:

  1. Giappone, 8 cose da sapere
  2. Cibi da manga che ho assaggiato in Giappone
  3. Cose a cui non mi sono abituata in Giappone!
  4. Cose che NON troverete in Giappone!
  5. Lo stile delle ragazze Giapponesi
  6. Le Onsen Giapponesi
  7. Cose carine e utili  che troverete in Giappone

*I Kombini sono dei minimarket h24 dove si trova un po’ di tutto. Dal cibo precotto ai prodotti di makeup, passando per i manga e le riviste, fino ad ombrelli e mantelline per quando piove. Ovviamente la scelta è limitata, ma ce ne sono davvero tantissimi e sono comodissimi per i turisti.

 

Se ti è piaciuto leggi anche:
Come fare bella figura ad una cena
Perché è un momento fantastico per essere Nerd?

Scrittrice famosa (per ora solo nella sua testa…)
Ama: scrivere, salire a piedi nudi sul tatami, i vecchi videogiochi, il cioccolato e quando il d20 rotola finalmente sul venti.
Odia: il suo lavoro, le giornate con meno di nove ore di sonno, sentirsi ripetere le cose due volte e pesarsi.