Il the è uno dei miei pallini, da parecchi anni. Lo amo, non ci posso fare niente! Tenere tra le mani una bella tazza fumante in inverno, guardando un bel telefilm, o gustarmelo freddo in estate, prepararlo per un the con le amiche, offrirlo alle feste (the verde alla menta alla marocchina, per esempio), o semplicemente tirarmi su di morale a metà pomeriggio quando vorrei scappare a casa invece che lavorare ancora due ore: il the è sempre lì a darmi una mano.

Ma come fare per orientarsi nella scelta?

Oggi non ti voglio parlare di marche – o meglio, non solo di quelle – ma soprattutto delle caratteristiche a cui devi guardare per essere sicura di acquistare del buon the.
Ah, parliamo ovviamente di the sfuso, ok?

1 – Le foglie

La prima considerazione da fare riguarda proprio le foglie. A proposito, lo sapevi che the nero e the verde sono la stessa pianta? Ebbene sì, quello che cambia è il tipo di processo a cui sono sottoposte dopo essere state raccolte! Nel caso del the nero, vengono fatte fermentare e si ossidano, diventando, appunto, di colore nero. Il the verde invece non viene fatto ossidare e perciò mantiene un colore più simile a quello naturale.

Ma la vera caratteristica che devi osservare è come sono le foglie: belle lunghe, intere, non spezzate? Allora sei davanti ad un the di qualità. Per questo nelle bustine che trovi al supermercato il the è quasi polverizzato: si tratta di sottoprodotti della lavorazione del the, per questo costa poca ed è anche meno buono. Questo non è vero sempre, però. Alcune particolari lavorazioni di the prevedono che la foglia venga girata su se stessa, spezzettata o arrotolata: in quel caso è normale e giusto non vedere la foglia bella intera. Per una carrellata sui principali tipi di the, ti consiglio questo articolo di Agrodolce!

2 – L’aroma

L’aroma del the cambia già in base alla lavorazione (vedi punto sopra), al paese di provenienza e a tanti altri fattori, per cui un Keemun non avrà lo stesso gusto di un Darjeeling. Ma sappiamo bene che il mercato si è sbizzarrito a creare mille tipi di the aggiungendo ingredienti che ne modificano il sapore: vaniglia, fragole, arancia, cannella, menta etc etc… le possibilità sono veramente infinite. Però devi sapere che questi aromi possono essere principalmente di tre tipi:

1) aromi industriali: sono i meno pregiati e danno al the quel tipico gusto “chimico” e molto marcato, per cui il the alla fragola sa vagamente di sciroppo alla fragola, il the alla menta di dentifricio e così via. Pro: si sente molto l’aroma. Contro: è un gusto standardizzato e un po’ meh.

2) oli essenziali: sono una via di mezzo, più pregiati e dal gusto più complesso degli aromi industriali, durano abbastanza a lungo, anche a seconda di come viene conservato il the. Una marca che a me piace molto, Damman Freres, ne fa uso in alcuni the, mentre in altri predilige….

3) ingredienti veri e propri: cioè, vuoi un the all’arancia? Non ci metti l’aroma all’arancia e nemmeno l’olio essenziale, ci metti proprio le scorze d’arancia! Qualitativamente è ritenuta la scelta migliore, perchè il gusto è più vario e più simile all’ingrediente originale, ma ci sono anche alcuni contro: se si tratta di frutta il the potrebbe andare a male, con parassiti o muffe, e comunque tende a perdere il proprio aroma dopo un po’ di tempo.

Io da parte mia ti consiglierei di comprare poco the alla volta (sono la prima a peccare, lo so!), conservarlo in latte apposite e scegliere marche che sappiano dosare bene oli essenziali ed ingredienti veri e propri.

3 – Il tipo

Questo punto non riguarda proprio la qualità, quanto il tuo gusto personale. Per scegliere bene il the devi anche conoscere i tuoi gusti: ti piace zuccherato? Col latte? Col limone? Lo bevi mangiando, o a metà pomeriggio? Più dolce, più amaro, più aromatizzato, più affumicato? Secondo i puristi, latte zucchero e limone non andrebbero mai aggiunti, ma io dico: chissene! Se vi piace, metteteli. Il limone starà meglio con the già agrumati o leggermente aciduli, leggeri e freschi. Il latte con the più dolci dal sentore di cioccolato, più corposi, oppure con tutti i the aromatizzati in modo dolce (canditi, vaniglia, cioccolato e via dicendo). Lo zucchero è indispensabile per bere un buon the alla menta alla marocchina, per esempio, perfetto freddo per combattere il caldo d’estate. Se lo bevi mentre mangi (sì, si può fare!), scegli un the deciso ma non soverchiante e non aromatizzato. Al contrario, un the bianco – super delicato – va degustato da solo altrimenti qualsiasi altro gusto lo coprirà. Considera anche il costo: un buon the va da circa 4-5€ all’etto a prodotti che sono un vero e proprio lusso.
Insomma prima di andare a comprare il the, fai il punto sulle tue abitudini e su i tuoi gusti!


Spero che queste indicazioni ti siano utili. Non ho quasi citato marche, ed è stata una precisa scelta: non vorrei influenzarti troppo con i brand, perchè un the buono dovrebbe essere scelto in base alle sue caratteristiche. A volte si trovano the sconosciuti che si rivelano buonissimi (a me è capitato con alcuni the acquistati direttamente dai produttori nepalesi in alcune fiere!). Se proprio vuoi un’indicazione, però, ti dico che le marche con cui mi trovo mediamente bene sono Damman Freres, Kusmi e La via del tè!

Hai altre curiosità sul the? Scrivimele nei commenti!

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Laureata in Giurisprudenza, fa la pratica legale a Genova (ma solo perché Matt Murdock non l’ha presa).
Ama: impegnarsi in qualcosa, la musica indie italiana, fingere di essere un gatto e il caramello salato.
Odia: le brioche con poco ripieno, il lunedì mattina e il piumone freddo d’inverno.