palette componibili

Palette componibili di trucchi, cosa sono?

Come ogni ragazza che ha vissuto l’adolescenza negli anni 2000, anche io sono passata dalla fase in cui gli ombretti erano: in cialda singola, massimo duo, sbrilluccicosi oltre ogni dire e rigorosamente di colori chiari. Sì, sto parlando di lui, il famoso ombretto azzurro! Nessuna adolescente tra gli 11 e 14 anni sfuggiva a quella fase. Era un rito di passaggio! Altro che palette componibili…

Non so come se la passino le adolescenti di oggi, ma sicuramente il mio rapporto con gli ombretti è cambiato molto. Dai quei tremendi ombretti singoli, sono passata ad un trio Mac. Un passo avanti considerevole, se non fosse che l’ombretto in questione un giorno decise di suicidarsi precipitando sul pavimento del bagno. Riposa in pace nel paradiso delle cialde, amen.

Quindi, mi ha preso la fregola delle palette Sleek (10€, Amazon), economiche e famose palette inglesi disponibili in diverse versioni. Ne ho prese quattro per avere un’ampia gamma di colori e scelta. Nel frattempo, c’è stata anche una breve parentesi dedicata agli ombretti minerali a polvere libera, ma la mia pigrizia ha vinto sul fatto di dover pulire il lavandino ogni volta.

palette componibili

Ecobio: la palette Neve Cosmetics

Dopo la Sleek, complice un’amica, sono passata alle palette componibili di Neve Cosmetics. Lì è stato amore a prima vista: conoscevo già la Neve per altri prodotti, ma non avevo mai provato gli ombretti in cialda: comodi, scriventi, colori bellissimi. Ho incominciato a costruire la palette “come la volevo io”, scegliendo colori che si abbinassero tra loro e che andassero bene sia per fare un trucco più nude che uno un po’ più carico. Non ho ancora finito di completarla e ogni tanto quando ci sono le promozioni compro una nuova cialda. La adoro perché sono tutti colori che amo tantissimo e che uso, a dispetto delle palette Sleek dove ci sono sempre dei colori che non vengono mai toccati. In poco tempo è diventata la palette che la mia mano prendeva in automatico quando aprivo il cassetto dei trucchi, ed è comoda anche da portare via proprio perché è calibrata alla perfezione sulle mie esigenze. Un colore mi è piaciuto talmente tanto che per sbaglio l’ho comprato due volte (!). La Neve offre una palette da 4 slot a 5,90€ e una da 10 a 7,50€ (la mia). Per esperienza diretta è comoda, leggera, forse un po’ ingombrante e lo spazio non è ottimizzato benissimo, perché ci stanno solo gli ombretti Neve in cialda (o forse qualche altra marca se riuscite a trovare l’incastro perfetto).

Da quel momento, circa un anno fa, il mio amore e la mia ammirazione per le palette componibili non ha fatto che aumentare. Davvero ci sono persone che comprano gli ombretti singoli? Ma la palette è così comoda! Nel frattempo un’amica mi ha regalato quella di Sephora che contiene tre ombretti, ed è molto comoda in viaggio perché è piccola e con lo specchio, ma un’idea ha incominciato a frullarmi in testa: se la palette della Neve è così utile, non sarebbe fantastico avere una di quella palette completamente libere dove poter mettere ombretti, blush e qualsiasi altro tipo di cialda, di marche diverse e combinate di volta in volta in base alle mie esigenze?

Avere la palette da tutti i giorni, perfettamente calibrata, dove ogni cialda ha il suo perché. Ma col vantaggio di cambiare in un secondo se dobbiamo partire per un weekend fuori o qualsiasi altra evenienza. Il giusto compromesso tra il paradiso del minimalismo e l’ossessione di avere sempre ciò che serve con sé (del resto io sono la donna col mondo nella borsa, ve lo ricordo).

Capirete che un’idea del genere ha fatto presto a fare presa nella mia testa.

Le palette componibili: Z palette e Nabla

Ho incominciato a vagliare le varie opzioni e alla fine in lizza sono rimaste due palette, entrambe componibili liberamente (senza slot per capirci) grazie al fondo magnetico: la Z palette e la Liberty di Nabla Cosmetics.

La Z palette è famosissima (ah, sì? Io l’ho scoperta da relativamente poco, è evidente che non ho un grande futuro da beauty blogger), ha il coperchio trasparente che consente di vedere il contenuto, è disponibile in diverse dimensioni (Extra Large, Dome, Large, Medium e Small), con la peculiarità di avere anche il formato Double. Insomma sembra perfetta, ha delle ottime recensioni ed è anche disponibile in diversi colori. Piccola pecca: il prezzo. Varia a seconda dei siti, ma la Large, che corrisponde circa alla grande di Neve, costa una ventina di euro. Inoltre, deve essere ordinata online. Questi due fattori mi hanno portata ad escluderla, per il momento.

Mi sono così orientata per la palette di Nabla Cosmetics, una marca italiana simile alla Neve, che produce make up di qualità e che io non mi ero filata neanche di striscio (motivi per cui non ho la stoffa della beauty blogger parte 2).

La palette Liberty di Nabla Cosmetics

Per fortuna a Genova c’è una bioprofumeria che tiene questa marca (in Via Luccoli), così ho potuto valutare di persona.
Come potete vedere anche dal sito, la Liberty Palette è disponibile nella versione da 6 cialde o da 12, rispettivamente da 5€ o da 10€. Io ho acquistato la versione da 12 nel colore verde menta, pagandola 11€. È molto bella, adoro il colore, le cialde rimangono belle aderenti, unica pecca forse il materiale che è una specie di cartoncino, per cui non è l’ideale da portare in giro molto spesso.

Ho provato anche i diversi prodotti in cialda per capire cosa mettere dentro la palette, grazie anche alle gentilissime proprietarie – ma non ho pensato di fare foto (motivi per cui non diventerò una beauty blogger parte 3).

Gli ombretti sono molto belli, scriventi, con colori anche particolari, e la dimensione della cialda è ridotta, cosa che personalmente apprezzo. Ho comprato Unrestricted, una sorta di bronzo scuro con riflessi oro (armocromicamente sono Autunno Profondo, quindi permettetemi questo piccolo shoutout: AP là fuori, accorrete, Unrestricted è un colore perfetto per noi!). Anche gli ombretti in crema sono super scriventi e sfumabili.

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A sinistra Unrestricted, a destra Sandy!

I blush sono davvero belli e coprono un’ampia gamma di colori, risultando comunque tutti portabili. La mia scelta sarebbe caduta su Impulse, che purtroppo era finito (anche lui colore perfetto per le AP, caldo-ma-non-troppo).

Mi ha colpita la collezione dedicata al countouring perché stavo cercando esattamente una cosa del genere: gli illuminanti sono molto belli e penso ne comprerò uno prima o poi, invece le terre mi hanno lasciata un po’ perplessa perché mi sono sembrate poco scriventi. Nel dubbio, ho rimandato la scelta.

Per sfizio ho provato anche i rossetti: coprenti e molto morbidi, colori pieni, sono curiosa di averne uno mio da provare perché mi sembrano davvero ottimi! Hanno molti colori che danno sul viola, tra l’altro, quindi se siete amanti dei colori violacei è la vostra marca. La mia scelta sarebbe caduta su Beverly, ma mi sono trattenuta.

Nei mesi successivi ho comprato anche Sandy, un bell’ombretto che uso per illuminare la parte superiore della palpebra e che in accoppiata con Unrestricted sta benissimo per fare un trucco al volo da due minuti, e la Magic Pencil nel colore più chiaro, morbida ma dalla lunga tenuta, ottima per la rima inferiore dell’occhio.

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Pochi giorni fa ho ceduto all’eyeliner Klimt della nuova collezione Goldust: un oro-rosso super luminoso ma non brillantinoso. Lo amo alla follia, io ho sempre rifuggito questi eyeliner da “festa” ma questo è veramente bello e particolare. Date un’occhiata a tutta la collezione perchè merita, io sto meditando di comprare anche l’ombretto Absinthe!

palette componibili

L’eyeliner Klimt della collezione Goldust


Per concludere, ora ho una palette Nabla da personalizzare come voglio e la mia idea sarebbe quella di mettere un blush, un illuminante discreto, una terra e il resto dello spazio in ombretti, divisi tra nude e colori più particolari. Sono molto contenta di aver finalmente scoperto questa marca perché mi sembrano prodotti validi che possono dare tante soddisfazioni!

Giulia

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