Ora, lo sappiamo tutti che il tempo non si divide esattamente per fasi nette, ce lo hanno spiegato a scuola parlando delle epoche storiche e in fondo in fondo lo sappiamo anche noi – noi che ci ostiniamo a sentirci improvvisamente più vecchi il giorno del nostro compleanno o a brindare la sera di San Silvestro convinti di dare un calcio all’anno appena passato.

Tuttavia, sappiamo anche che alcuni momenti della vita funzionano un po’ da spartiacque: di solito sono momenti personali, che non per tutti arrivano allo stesso tempo, ma è anche vero che vivendo in una società tanti si trovano ad affrontare in massa paure e desideri che fino a qualche mese prima erano ancora lontani. I 25 anni sono uno di questi spartiacque, secondo me.

Ovvio, ci sono persone a questa età hanno già messo su famiglia e quindi “adulti” lo sono da un pezzo, ma per tantissimi della mia generazione i 25 rappresentano l’età in cui finisci l’università, cerchi il primo lavoro, ti scontri con la vita, cerchi di capire se quello che ti hanno sempre detto genitori e amici è vero anche per te, fai un check continuo tra i tuoi desideri e la realtà per sapere se stai andando nella direzione giusta. Per i più confusi, se stai andando e basta.

Hai imparato a conoscerti, almeno un po’, ora è il momento di far conoscere la versione adulta di te stessa al mondo.

In inglese esiste proprio la parola “adulting” che a me ha sempre suscitato un misto di paura ed emozione. Adulteggiare – come se fosse uno sport, un hobby, qualcosa che impari a fare. Ma allora si può imparare! Mi ripeto dentro di me, io che almeno fino ai 23 anni ho avuto l’ansia da compleanno perchè non mi sentivo mai abbastanza. Diventare adulti, però, non è uno sport, non è un corso universitario, non ci sono tappe prestabilite e proprio per questo è così dannatamente difficile.

Ti richiama concetti come responsabilità, senso del dovere, famiglia, sicurezza, ma quello che nessuno ti dice è che sono concetti vuoti, sei tu che li devi riempire con quello che vuoi tu: per questo è difficile, per questo fa paura. Non c’è un solo unico modo valido per diventare adulti, ma del resto, se non potessi scegliere, che gusto ci sarebbe?


Ci sono però delle cose che puoi fare, vedile come delle tappe, o degli esercizi, che ti possono traghettare un po’ più agevolmente verso la versione adulta di te stessa: quella più responsabile, più matura, più convinta delle proprie scelte, e in fondo in fondo più felice.

Curiosa? Vediamole!

Il curriculum vitae

Magari ne hai già uno, ma magari è quello del liceo. Magari sei uscita ora dall’università e non hai idea da che parte incominciare per cercare un lavoro. In entrambi i casi, devi essere sicura che il tuo CV spacchi: aggiornalo, scrivi bene tutto quello che hai fatto o studiato, valorizza le tue competenze, ripesca gli attestati, sii sincera. Fallo corto e carino – non più di due pagine e magari usa un bel template di quelli che si trovano su internet! Anzi, salvane più copie: una in formato Europass, una più stringata e una in inglese. Se cerchi per posizioni diverse, diversificalo anche in base a quello. Preparati una bozza di lettera di presentazione, ti servirà. Fatti scattare una bella foto, o scattala tu col cellulare, ma per favore segui un tutorial per capire come devi metterti in posa. Devi essere professionale e ispirare fiducia: no, le foto del matrimonio di tua cugina non vanno bene! PS: molte università o enti per il lavoro offrono un servizio di CV-check, approfittane.

Viaggiare da sola

Che sia un giorno in una località vicina a dove abiti fino ad arrivare ai tre mesi zaino in spalla nel Sud Est Asiatico, viaggiare da sola ti apre letteralmente gli occhi su tutte le cose che puoi fare. E sì, la prima volta che ci provi sei terrorizzata. Ma poi passa, e ti godi l’esperienza come non mai, perchè ti insegna che i tuoi limiti sono molto ma molto più ampi di quelli che pensavi. Scommetto che dal divano di casa tua non pensavi di poter essere quella ragazza seduta sul divano di un ostello dall’altra parte del mondo, che chiacchiera tranquillamente in inglese, vero? Se hai bisogno del supporto di una community davvero fenomenale per lanciarti, io ti consiglio Viaggio da sola perchè, che trovi sia come sito che come gruppo di facebook.

Avere un’agenda

Questa me l’ha suggerita il Coinquilino perchè io, da brava agendomane, non ci avevo nemmeno pensato. E ha aggiunto “e se non ti serve un’agenda a 25 anni, fatti due domande”. Io ti riporto questa pillola di saggezza maschile e sottoscrivo completamente. Usa il sistema che vuoi (va bene anche Calendar sul telefono eh, ne abbiamo parlato qui) ma non puoi (più?) permetterti di saltare un appuntamento perchè “te ne sei dimenticata”. PS: devi prendere gli appuntamenti dal medico, e andarci, e fare tutti i controlli di routine che vanno fatti.

Conosci i tuoi limiti (espressi in drink)

Bere è divertente. Bere fa socializzare. I drink sono buoni, ma anche del buon vecchio caro vino non scherza. Il problema è che passati i 25 anni devi conoscere i tuoi limiti. Hai avuto tutta l’adolescenza e gli anni dell’università per sperimentare, ora dovresti sapere con quanti cocktail stai bene e con quanti finisci ko. Perchè, sì, sei adulta, quindi non puoi pretendere che i tuoi amici ti “tengano d’occhio” per evitarti di fare cose imbarazzanti di cui ti pentiresti il mattino dopo (meeh), ti tengano la testa mentre vomiti l’anima (meeeh) o peggio ancora accorrano a salvarti se rischi di ficcarti in situazioni pericolose (meeeeeeh). Prendi un bonus in più se, oltre a conoscere i tuoi limiti, sai anche cosa ci vuole il giorno dopo per farti passare quell’odioso mal di testa da post sbornia!

Saper passare del tempo da soli

Che sia il sabato sera, che sia andare a quella mostra cui tieni tanto ma non trovi nessun accompagnatore, che sia il colloquio di lavoro, dopo i 25 dovresti sapere cavartela da sola senza recriminare contro i tuoi amici e aspettare che qualcuno ti tenga la manina. Certo magari non è il massimo del divertimento, ma ti assicuro che è molto peggio non fare le cose perchè non avevi compagnia e poi vivere di rimorsi. O peggio far scontare agli altri sensi di colpa che non si meritano.

Sapere quanto (ti) costi

Sappiamo che la situazione italiana è un po’ particolare e tanti a 25 anni vivono ancora con mamma e papà, o comunque sono mantenuti dai genitori (ehi, ci sono anche io nel mucchio). Ma questo non ti giustifica dal non avere la minima idea in fatto di soldi! Se vuoi transitare senza dolori nell’età adulta, devi sapere quanto costa un affitto, le bollette, avere una vaga idea dei costi nascosti od accessori al vivere da soli, sapere quanto spendi in cibo mensilmente – no, la pasta col tonno con cui sopravvive il 90% degli universitari al primo anno non vale, devi mangiare sano e variando tutti gli alimenti.

La mia lista finisce qui, sei stupita? Ti aspettavi cose come “devi trovare la tua strada”? O “devi fatturare 30k entro il prossimo altrimenti sei una fallita”? Mi spiace, ma per quello non c’è una ricetta universale.

Se vuoi discutere con me di questa lista o aggiungere un paio di punti, ti prego di farlo nei commenti 🙂
Alla prossima!

Giulia

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Laureata in Giurisprudenza, fa la pratica legale a Genova (ma solo perché Matt Murdock non l’ha presa).
Ama: impegnarsi in qualcosa, la musica indie italiana, fingere di essere un gatto e il caramello salato.
Odia: le brioche con poco ripieno, il lunedì mattina e il piumone freddo d’inverno.