Che cosa intendo per turista “consapevole”? Intendo un turista attento al luogo che visita, rispettoso delle tradizioni locali, che non prende in giro e non deturpa il luogo che sta visitando, che non fa appropriazione culturale dei simboli e delle particolarità di quella popolazione e che viaggia con un occhio di riguardo all’ambiente, senza inquinare e cercando di ridurre il proprio impatto in tutti i modi possibili.

Fantastico, no? Vediamo cinque modi in cui possiamo imparare ad esercitare questa consapevolezza!

Porta con te un travel kit ecologico

Quando viaggiamo possiamo ridurre il numero di rifiuti che produciamo in alcuni modi molto semplici. Il mio consiglio è di creare un vero e proprio kit da portarsi sempre dietro, anche perché si sa, magari si capita in un luogo senza cestini a disposizione e la tentazione di abbandonare il rifiuto di turno o di smaltirlo senza raccolta differenziata a qualcuno viene (brr…)! Meglio evitare in toto il problema. Nel kit io metterei: delle tazze da viaggio, che possono essere in acciaio o latta smaltata tipo campeggio vecchio stile, oppure delle comode mug da viaggio in bamboo, vetro, acciaio o plastica. Non disdegnare la plastica in questo caso, è l’unico materiale che può andare in microonde – insieme al vetro, ma è molto meno delicato di quest’ultimo! Serviranno poi delle posate, in bamboo, plastica o acciaio, una borraccia (per fortuna c’è il nostro post che ti spiega come scegliere quella migliore!) e delle salviette in cotone da usare come tovaglioli o per asciugare qualsiasi cosa. Se è una vacanza un po’ lunga, io mi porterei dietro anche una schiscetta per poter mangiare qualche pasto sano fuori casa. E se proprio vuoi strafare, potresti pensare anche a delle cannucce in acciaio!

Mangia cibo locale (e compralo al mercato!)

Per provare del vero cibo locale, che sia street food o meno, una delle scelte migliori è andare direttamente al mercato. Le scelte sono diverse: dal classico mercato rionale che ti permette di conoscere cosa comprano davvero le persone del luogo, assaggiare i veri sapori della tradizione e risparmiare anche qualcosina, distribuendo ricchezza anche a chi è fuori dal solito tessuto economico turistico, per arrivare ai mercati “gourmet”, di solito molto belli da visitare e per scattare qualche fotografia suggestiva! Come non pensare al famosissimo mercato coperto di Rotterdam, per esempio. Ma ehi! A Genova ha appena aperto il piano dedicato al food&drink al Mercato Orientale, è un’iniziativa interessante per far brillare Genova proprio come le capitali europee a cui non ha niente da invidiare per bellezza e cultura!

Una delle foto che la nostra Pam ha scattato al MOG di Genova – se ti interessano questi contenuti, seguici su Instagram!

Trasporto ecologico?

L’impatto ambientale dell’aereo è enorme, ma lo sappiamo, se proprio vogliamo raggiungere certi luoghi è necessario. Se possibile, però, meglio optare per un’opzione meno inquinante, come il treno, i traghetti, l’auto elettrica (da noleggiare, volendo!), il bus e ovviamente e il car sharing con Blablacar, che permette di sfruttare appieno le potenzialità di un viaggio in macchina riempiendo tutti i posti disponibili. Quando avrai raggiunto la tua meta, considera una bici, il trasporto pubblico oppure semplicemente… andare a piedi! Camminare è uno dei miei modi preferiti per esplorare una nuova città, perché mi permette di osservare molto meglio la vita quotidiana di chi lì ci abita, e posso cogliere i piccoli particolari come il negozio di quartiere, l’insegna art nouveau, l’edicola in mezzo al parco e così via…

Viaggia con un occhio di riguardo alla meta

Il turismo può avere degli effetti devastanti, quando troppe persone decidono che devono visitare uno stesso luogo, annullandone le risorse locali e rischiando di creare gravi danni all’ambiente, alle strutture architettoniche, al tessuto economico e sociale di un paese e così via. Qualche esempio? Partiamo dalle nostre amate Cinque Terre, cinque paesini difficilmente raggiungibili, situati a picco sulla costa ligure, che riescono a malapena a reggere il turismo di massa che li ha visti coinvolti. Venezia, che deve combattere tra inciviltà dei turisti, grandi navi da crociera che entrano in Laguna, case che si svuotano per lasciare posto agli Airbnb e livello degli oceani che si alza. Civita di Bagnoregio, che sta lentamente sprofondando in un dirupo e deve controllare gli accessi per far sì che il turismo non peggiori questo fenomeno naturale. La bellissima spiaggia di Maya Bay, in Tailandia, dove il governo locale ha imposto un ban ai turisti per lasciare che l’ecosistema possa riprendersi dopo gli ultimi anni di turismo selvaggio. Non ti direi mai di evitare questi luoghi e di non visitarli, ma fallo consapevole delle implicazioni che la tua visita crea. Viaggia rispettoso dell’ambiente e del prossimo, soprattutto chi ti ospita nella sua terra e deve poi trovare un modo per rimediare al turismo di massa, che sì, porta soldi ma anche tanti problemi. Non rubare sabbia, pietre o piante nelle zone dove questo è proibito (!), scegli un alloggio sostenibile, includi nella tua visita anche località vicine a quelle “note” – che di solito sono altrettanto belle anche se meno famose! Non ti lamentare delle cose e non ti comportare come un incivile, anzi, fai quello che puoi per far funzionare il meccanismo nel modo migliore possibile, il che implica accettare le tradizioni locali (come ha fatto Sara in Giappone) – come per esempio dover tenere un certo abbigliamento per visitare siti religiosi.

Restituisci alla comunità locale

Restituire alla popolazione locale è il modo migliore per ringraziare il luogo che ti ha ospitato e ti ha permesso di scoprire posti meravigliosi. Come puoi farlo? Compra locale, soprattutto in tema di souvenir: è meglio un capo artigianale, magari prodotto dall’industria locale specializzata in quel tipo di merce da secoli, che il solito oggettino fatto in Cina che trovi uguale in tutti i negozi di souvenir. Informati sui problemi ed eventualmente sulle lotte che stanno portando avanti gli abitanti del luogo, per esserne più consapevole o per decidere di supportarli in qualche modo, non disdegnare un giro nei quartieri meno rinomati, se usufruisci di qualcosa di gratuito e ben costruito pensa a fare una piccola donazione o un po’ di pubblicità gratuita tramite i social! Infatti con qualche semplice stories su Instagram (o con un post come abbiamo fatto noi!) puoi far conoscere un museo, un’attività o un locale che merita la pena.

Questi erano i miei cinque consigli, tu sei d’accordo? Ti eri mai posta queste domande? Fammi sapere nei commenti!

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